Quando si pubblica un articolo o un post del blog si può inserire un file audio di immediata riproduzione che riproduca il testo in forma vocale. Questo è utile alla SEO della pagina o l’algoritmo non lo considera un fattore significativo? Nell’ultimo video degli SEO office hours di Google, Martin Splitt, Developer Advocate del motore di ricerca, ha affrontato questo argomento. La risposta alla questione posta è stata chiara: probabilmente no, ossia aggiungere una versione audio a un contenuto online non è rilevante ai fini del miglioramento del posizionamento nei risultati di ricerca. Tuttavia, Splitt ha sottolineato che l’audio rimane una risorsa preziosa per altri motivi, soprattutto legati all’esperienza utente.
L’audio non influisce direttamente sulla SEO, ma è utile
Secondo Splitt, Google non considera l’audio come un fattore di ranking diretto. Questo significa che inserire una versione audio di un articolo non migliorerà automaticamente la visibilità della pagina nei risultati di ricerca, ma questo non basta a rendere l’audio irrilevante. Al contrario, rappresenta un’opportunità per migliorare l’accessibilità e l’engagement dei contenuti.
I vantaggi dell’audio per l’esperienza utente
L’audio può rendere i contenuti più inclusivi e coinvolgenti. Ad esempio:
- Accessibilità: le persone con disabilità visive o difficoltà di lettura possono beneficiare di una versione audio.
- Flessibilità: gli utenti che preferiscono ascoltare contenuti mentre svolgono altre attività (ad esempio, durante il tragitto casa-lavoro) troveranno l’opzione audio particolarmente utile.
- Engagement: un contenuto ben realizzato in formato audio può aumentare il tempo di permanenza sul sito e favorire la condivisione sui social media o altri canali.
Questi aspetti, sebbene non influiscano direttamente sul ranking, possono contribuire a migliorare metriche indirette come il dwell time (tempo di permanenza) o il numero di backlink, che a loro volta possono avere un impatto positivo sulla SEO.
Come integrare l’audio nei contenuti blog
Se si decide di investire nell’audio, è importante farlo in modo strategico. Ecco alcuni consigli pratici:
- Qualità della registrazione: un audio professionale, chiaro e piacevole da ascoltare è essenziale per non compromettere l’esperienza utente.
- Strumenti adeguati: esistono numerosi tool e piattaforme, come Anchor o Audacity, che permettono di creare e integrare audio in modo semplice ed economico.
- Trascrizione testuale: per garantire l’accessibilità e il rispetto delle linee guida SEO, è consigliabile accompagnare l’audio con una trascrizione testuale.
- Promozione: condividere la versione audio sui canali social o attraverso newsletter può aumentarne la visibilità e l’utilizzo.
L’audio come parte di una strategia di contenuti più ampia
L’audio non deve essere visto come un elemento isolato, ma come parte di una strategia di contenuti integrata. Ad esempio, può essere utilizzato per creare podcast derivati dagli articoli blog, ampliando così il pubblico di riferimento. Inoltre, l’audio può essere un’ottima opportunità per differenziarsi dalla concorrenza, soprattutto in settori dove questo formato è ancora poco sfruttato. In questo senso, le dichiarazioni di Martin Splitt ricordano un principio fondamentale del digital marketing: la SEO non è solo una questione di algoritmi, ma di valore per l’utente. Anche se l’audio non migliora direttamente il posizionamento, può contribuire a creare un’esperienza più ricca e coinvolgente per i visitatori.
Per le PMI italiane che cercano di distinguersi nel panorama digitale, l’audio rappresenta un’opportunità da valutare attentamente. Non tanto per scalare posizioni in Google, ma per connettersi meglio con il proprio pubblico e costruire relazioni più solide e durature. In un mondo digitale sempre più orientato alla multimodalità dei contenuti, l’audio potrebbe essere il prossimo passo per rendere il proprio sito web più inclusivo, dinamico e competitivo.



