Come scrivere l'email di recupero dei carrelli abbandonati negli e-commerce - Digital Marketing Blog - Communication Village

Come scrivere l’email di recupero dei carrelli abbandonati negli e-commerce 5 consigli per scrivere email efficaci di recupero dei carrelli abbandonati di un e-commerce e incrementare le vendite online

Email marketing per e-commerce: come scrivere l’email per il recupero dei carrelli abbandonati

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Chi gestisce un e-commerce sa che la stragrande maggioranza dei carrelli viene abbandonata. Si tratta di una situazione fisiologica di ogni sito di commercio elettronico, ma non per questo le aziende devono accettare la situazione passivamente.

L’email marketing in questo senso può essere un valido aiuto, ma a patto che venga integrato nella maniera corretta per la salute degli affari di un e-commerce. Il presupposto dal quale occorre partire è che non è detto che un carrello abbandonato sia per forza la prova di un disinteresse da parte dell’utente finale: oltre a coloro che hanno cambiato idea è possibile ci siano coloro che hanno dovuto interrompere l’acquisto o hanno deciso di pensarci un po’ su.

Senza contare che si può decidere di inviare questo tipo di email anche in seguito a una semplice visita di determinati prodotti da parte degli utenti. In questo caso non possiamo parlare di email per recuperare un carrello abbandonato in senso stretto, ma la logica sottostante e l’obiettivo sono gli stessi: convincere l’utente a tornare e a finalizzare un acquisto.

Condizione necessaria e sufficiente per mettere in campo una simile strategia di email marketing è innanzitutto essere in possesso dell’email del cliente, senza non potrete mettere in pratica i consigli che seguono. Siate pronti quindi a proporre un’iscrizione alla vostra newsletter (magari in cambio di un incentivo) e a usare pop-up o richiedere opportunamente l’iscrizione a qualche programma fedeltà. Non importa come lo farete, ma dovete riuscire a convincerli a lasciarvi la loro email per non perderli definitivamente. Infatti più passa il tempo più è probabile che il cliente se ne dimentichi, per questo un uso sapiente delle email è vitale.

Sulla base di queste premesse, vediamo quali sono le dritte da seguire per scrivere l’email più adatta al recupero dei carrelli abbandonati.

 

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1. Includere sempre le immagini dei prodotti

È essenziale che l’email di recupero dei carrelli abbandonati non si limiti a fungere da promemoria solo testuale con link al carrello. Utilizzatela piuttosto per fare un riepilogo dettagliato dei prodotti inseriti dall’utente con tanto di immagini. Se sarete abbastanza fortunati riuscirete a fargli tornare alla mente l’esatto istante in cui li ha scelti e potrete quindi convincerlo a ultimare l’acquisto.

Questo non significa che la vostra email debba essere per forza asettica: a seconda del tipo di pubblico e del tone of voice della vostra azienda, potreste anche creare un copy divertente che li conquisti e li convinca con un sorriso.

 

2. Offrire un incentivo e/o un’alternativa

Può darsi che l’utente in questione abbia bisogno di una “spintarella” per convincersi a comprare. Offrire un incentivo potrebbe essere una soluzione. Attenzione: questo non significa inviare un codice sconto in ogni email di recupero dei carrelli abbandonati. In alternativa è possibile offrire agli utenti l’adesione a un programma di referral marketing oppure cercare di intercettare qualche altro suo desiderio.

Tagliare le spese di spedizione potrebbe essere per esempio un gesto che il cliente potrebbe gradire, così come creare un senso di urgenza. L’indecisione potrebbe portarli a dimenticarvi e a cambiare idea, suggerite quindi che sarebbe meglio tornare al più presto alla pagina di acquisto prima che i prodotti finiscano oppure se avete inserito un codice sconto indicate una data di scadenza.

 

3. Pianificare con cura gli invii delle email

Il tempismo è essenziale: non ha senso infatti inviare un’email di recupero per i carrelli abbandonati troppo presto o troppo tardi. In linea di massima la scelta migliore è pianificare l’invio di almeno tre email: la prima è meglio che non superi le 24 ore di distanza dall’evento. Le altre due andrebbero pianificate a una distanza di 3 o 4 giorni l’una dall’altra senza superare i 10 giorni dalla prima, pena l’inefficacia dell’operazione.

Ma cosa andrebbe indicato in queste email di recupero dei carrelli abbandonati? La prima potrebbe essere, per esempio, una semplice email con un promemoria.
La seconda deve senz’altro attirare maggiormente la loro attenzione riportandoli alla giusta concentrazione. Potreste quindi fare loro una domanda come “Ti serve ancora tempo per pensarci?” oppure scrivere qualcosa di più creativo come “Pensiamo che tu abbia dimenticato qualcosa!”. La terza email sarà probabilmente l’ultima chance di potere recuperare il cliente che ha abbandonato il carrello, quindi date libero sfogo a incentivi sotto forma di sconti, anche sul prossimo acquisto o di azzeramento dei costi di spedizione.

 

4. Avere un occhio di riguardo per gli utenti mobile

Sappiamo che la maggioranza degli accessi a internet avviene da smartphone e tablet e tra questi rientra anche la consultazione delle email. Per questo quando andiamo a costruire le email di recupero dei carrelli abbandonati è bene sincerarsi che siano ben visualizzabili anche da mobile, in modo da non lasciare nulla di intentato.

La maggior parte dei software di email marketing consente di visualizzare l’email in anteprima in diversi formati: fate delle prove e costruitela in modo che risulti leggibile e armoniosa su tutti, con un occhio di riguardo per i dispositivi mobile.

 

5. Fare dei test

Essenziale per decidere il volto finale e la programmazione migliore per le email di recupero dei carrelli abbandonati è fare dei test su un campione più ristretto prima di fare partire la campagna vera e propria. In questo modo eviterete di perdere tempo e occasioni di ottenere profitti per la vostra azienda e guadagnare consensi tra gli utenti finali fino a trasformarli in clienti e, perché no, anche in ambassador.

Anche in questo caso i principali software vi verranno in soccorso: la stragrande maggioranza consente senz’altro di automatizzare un A/B test qualora foste indecisi sull’oggetto, ma i più progrediti consentono di mettere alla prova anche la creatività e il messaggio vero e proprio. Abbiamo parlato di automatizzazione perché non sarete voi a dovere dividere i contatti in più liste. Basterà indicare allo strumento su quale percentuale desiderate fare il test e sulla base di quale metrica (per esempio il tasso di apertura) valutare un vincitore. Ci penserà poi lui stesso a inviare la versione migliore al restante bacino di utenti.

 

La gestione delle relazioni con i clienti di un e-commerce è fondamentale per il successo duraturo delle attività di vendita online. La corretta gestione delle email legate a particolari situazioni, come quella dell’abbandono dei carrelli, è una delle attività che vanno svolte con attenzione e regolarità e non è l’unica. Anche riuscire a progettare e a scrivere un’email efficace piuò rivelarsi un compito difficile per i meno esperti e i neofiti. Senza considerare che le azioni che vanno curate allo scopo di mantenere un contatto forte con gli acquirenti attuali e potenziali sono numerose. Noi di Communication Village possiamo darti suggerimenti e consigli su come aumentare gli utili del tuo e-commerce applicando delle tecniche di gestione efficienti e delle tattiche di marketing online capaci di incrementare significativamente gli utili. Contattaci quando vuoi, la nostra esperienza è a tua disposizione!

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