Gli errori più gravi di video marketing e le soluzioni più efficaci - Blog di digital marketing e social media marketing di Communication Village

Gli errori più gravi di video marketing e le soluzioni più efficaci Il video marketing è una delle forme di comunicazione di digital marketing più valide, ma bisogna evitare di commettere una quantità di errori che possono comprometterne l'efficacia

Errori di video marketing

Seguici su Telegram!
Riceverai tutti i nostri aggiornamenti e le nostre rassegne di Digital Marketing

Iscriviti al canale Telegram di Communication Village

 

Quali sono gli errori più gravi che si possono fare nel video marketing? Si sa che attualmente i video sono uno dei contenuti più graditi dagli utenti del web e per questa ragione sono una delle forme di comunicazione di marketing più valide in assoluto. L’unica condizione però è di evitare di commettere una serie di errori che possono compromettere sia il valore dei contenuti video, sia il loro utilizzo ai fini del marketing.

Uno studio su questo tema è stato effettuato da Breadnbeyond, un’agenzia americana specializzata nella realizzazione di video animati per il marketing. L’analisi svolta ha chiamato in causa alcuni dei più apprezzati responsabili di marketing visuale e di digital marketing, con l’obiettivo di conoscere quali sono a loro parere i peggiori errori che si possono commettere quando si usano i video per il marketing e come correggerli.

Se ne è delineato un quadro complessivo molto preciso su quali sono le azioni più scorrette da evitare se si vogliono ottenere risultati con il video marketing.

 

Non pianificare strategicamente la creazione di video

Il web ormai è invaso dai video. La semplice pubblicazione di un video non basta più a conquistare l’attenzione di un utente. Occorre creare video veramente capaci di comunicare qualcosa di interessante e questo non può essere improvvisato.

Oliver Bridge, CMO di Bonjoro, fa presente che il video marketing non può essere basato su una serie di tentativi di conquistare gli utenti senza una precisa strategia. Si deve studiare preliminarmente cosa il pubblico in target dell’azienda vuole trovare e quanto occorre come investimento in tempo e denaro per realizzare ciascun video. Successivamente alla messa online, si devono valutare gli esiti di ciascun video pubblicato in modo da capire in che modo è possibile generare il maggiore engagement, portare traffico al sito o addirittura riuscire a indurre i clienti all’acquisto.

 

Creare video troppo lunghi

La tentazione di molti videomaker prestati al marketing è di realizzare video estremamente ampi e dalla durata eccessiva. Un errore grossolano, perché non tiene conto che le analisi sul modo in cui gli utenti fruiscono i video evidenziano che ottengono l’engagement rate più alto quelli che durano fino a 2 minuti. Già tra il secondo e il terzo minuto l’interesse degli utenti cala consistentemente, riducendosi al 37%.

Roy Emmerson, Media Relations Coordinator di CleverFiles, osserva che per i video più esplicativi e ampi si dovrebbe rimanere entro i 90 secondi, per gli image video (costituiti da una sequenza di immagini opportunamente montate ed editate in modo dinamico) la durata dovrebbe essere tra i 60 e i 120 secondi, i video propriamente pubblicitari, da usare in YouTube, nei social media e anche in TV, non dovrebbero superare mai i 60 secondi.

 

Non creare video che conquistino gli utenti sin dall’inizio

Un utente decide in pochi secondi se continuare a guardare un video o abbandonarlo. L’avvio del video deve essere folgorante, deve immediatamente colpire l’attenzione e incuriosire al massimo grado.

James Rose, Founder di Content Snare, rimarca che se un video non riesce a catturare l’utente da subito sicuramente non produrrà risultati di marketing. In questo, il copywriter che scrive lo storyboard e il videomaker che lo realizza devono essere perfettamente affiatati e attenti a costruire una narrazione che conquisti da subito l’utente.

 

Non focalizzare il video su un unico obiettivo

I comunicatori poco esperti e sicuri tendono a riversare in ciascun contenuto prodotto una quantità smodata di obiettivi e temi, nella speranza di metterne almeno uno capace di conquistare l’interesse degli utenti. È un errore da principianti, perché in realtà ciascun video di marketing deve essere centrato su un unico argomento e inseguire un unico scopo specifico.

Skirmantas Venckus, Growth Hacker di Sender, consiglia di legare ciascun video prodotto a un singolo scopo di marketing. Se si vogliono centrare più obiettivi si devono produrre più video, uno per ogni obiettivo.

 

Non perfezionare la qualità generale del video

Spesso quando si realizza un video si ritiene che basti una buona idea e un buon contenuto per ottenere dei risultati di spessore. In realtà questi sono solo i punti di partenza. Conta moltissimo anche la qualità percepita del video, ossia la pulizia dell’audio, l’estetica della fotografia e delle riprese, l’eleganza e l’espressività del montaggio, ecc.

Secondo Brad Smith, CEO di Wordable, concentrarsi solamente sul contenuto in sé e trascurare tutti gli aspetti che riguardano la vera e propria produzione del video è un errore che può trasformare un video che contiene una grande idea in un grande flop.

 

Ignorare la SEO nelle didascalie di presentazione dei video

Qualsiasi video per ottenere risultati deve raggiungere un pubblico sufficientemente ampio. Se da una parte è possibile farlo mandando il video in advertising, dall’altra un valido alleato è la SEO. Soprattutto quando si pubblicano video in YouTube è indispensabile legare al video un testo di presentazione ottimizzato con le parole chiave più idonee per farlo trovare dagli utenti nelle loro ricerche.

Irina Weber, Content Strategist di SE Ranking, evidenzia come la congiunzione della pubblicazione di un buon video con le pratiche SEO può produrre un incremento veramente significativo nella dimensione del pubblico raggiunto.

 

Non curare le immagini di presentazione (thumbnail)

I thumbnail di presentazione di un video sono quelle immagini statiche che si presentano prima che il video venga avviato. Quasi sempre l’immagine di copertina di un video è ciò che convince un utente a guardare il video e quindi sceglierla male o non sceglierla affatto significa ridurre fortemente le probabilità di ottenere un elevato numero di visualizzazioni.

Denise Langenegger, Outreach Strategist in Instasize, suggerisce di includere sempre, quando possibile, il titolo del video nel thumbnail iniziale o anche delle parole chiave rilevanti che fanno capire di cosa tratta il video. Inoltre conviene scegliere un fotogramma del video che sia perfettamente rappresentativo e particolarmente avvincente. In molti casi può essere consigliabile inserire anche il logo del brand, in modo da generare brand awareness anche nel caso in cui l’utente non decida di fare partire il video.

 

Non inserire call to action

Nel web le call to action sono il motore delle azioni degli utenti. Pulsanti, messaggi che invitano a fare qualcosa di preciso, link diretti, brevi form sono tutte modalità che possono portare gli utenti a fare qualcosa che giova all’azienda. Questo vale anche per i video.

Johannes Rastas, Affiliate Marketing Manager di Supermetrics, mette in rilievo che un buon video di marketing dovrebbe focalizzarsi su un singolo messaggio rivolto a un target di pubblico ben definito. Se il messaggio è ben comunicato, la call to action finale è uno strumento potentissimo per spingere gli utenti a fare proprio ciò per cui il video è stato creato. Anche se con l’introduzione di una call to action dentro il video il contenuto diventa molto più pubblicitario, gli effetti saranno talmente positivi da giustificarne pienamente la presenza.

 

Tralasciare il branding del video

Molte aziende e marketer si innamorano dei contenuti del video a tal punto da dimenticare che il contenuto principale del video è e resta l’azienda e i suoi prodotti. Il risultato è che concentrandosi sulla narrazione e sul possibile engagement non includono in modo chiaro ed esplicito il brand, con l’effetto di non lanciare in realtà nessun vero messaggio di marketing.

Jack Zmudzinski, Senior Associate di Future Processing, avverte che ogni buon video di marketing deve sempre includere in chiara evidenza il brand, almeno nella forma del logo. In molti casi conviene inserire il brand sin nei primi fotogrammi, in modo da comunicare l’azienda anche agli utenti che non sono interessati a guardare il video integralmente.

 

Creare video solo per attrarre nuovi clienti

Spesso quando si fa comunicazione di marketing si commette l’errore di puntare solo a raggiungere nuovi potenziali clienti. La maggior parte delle imprese dedica quasi tutti gli sforzi a rivolgersi a frazioni di pubblico che ancora non hanno stabilito un buon contatto e un buon rapporto con il brand. In questo modo vengono tralasciate le azioni che servono a sostenere la comunicazione verso i clienti già acquisiti o le persone che apprezzano già l’azienda e i suoi prodotti e vogliono essere coinvolte e motivate ulteriormente.

Amir Shahzeidi, SEO Lead at Uscreen, punta il dito contro quei marketer che pensano che il video content marketing consista solo nella creazione di contenuti che cercano di parlare all’audience più ampia possibile. Quello che attualmente permette di ottenere più risultati è restringere la comunicazione a pubblici molto ristretti e motivati, avvicinandoli sempre più alla decisione di acquisto e alla fidelizzazione verso la marca. Tra questi pubblici spiccano proprio i clienti acquisiti, i lead e le persone che hanno già un interesse consolidato verso il brand.

 

Utilizzare solo YouTube per pubblicare i video

YouTube è la piattaforma di pubblicazione di video più importante del web, ma non è l’unico canale possibile. Usare solamente YouTube per mettere online un video è un errore grossolano: bisogna invece sfruttare tutti gli altri social media, il sito aziendale, i blog, le email, ecc. per fare vedere il video a quante più persone possibili.

Varun Goyal, Inbound Marketing Manager di StoryXpress, rileva che l’architettura e l’algoritmo di YouTube non è finalizzata a dare risalto alle imprese, ma piuttosto a sottoporre agli utenti i contenuti che più probabilmente possono risultare interessanti. Ci sono altri siti in cui è possibile ottenere un rapporto con gli utenti più stretto e diretto e vanno tenuti in considerazione.

 

Non inserire i video nella strategia di digital marketing

L’abbiamo espresso per ultimo, ma questo è il primo e più grande errore: non usare i video per il marketing! Malgrado siamo ormai in piena era dei video online, sono ancora numerose le aziende che non ne fanno uso per il loro marketing, perdendo una grande opportunità di comunicare in modo straordinariamente efficace.

Anche se il costo di un video è più alto rispetto a quello di un testo o di una serie di immagini statiche, Kristina Žiaukė, Content Manager in Sixads, fa notare che i video aiutano anche a segmentare e a circoscrivere l’audience in modo più preciso, perché è possibile creare pubblici specifici proprio raccogliendo in un unico segmento tutti gli utenti che hanno visionato un video. A questi pubblici specifici è possibile indirizzare delle campagne di advertising più mirate e definite, con l’effetto di incrementarne enormemente l’efficacia.

Related posts

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Top