Come capire se il sito web aziendale deve essere aggiornato - Blog di digital marketing e social media marketing di Communication Village

Come capire se il sito web aziendale deve essere aggiornato Quali sono gli aspetti e i fattori da considerare che permettono di comprendere se è arrivato il momento di rifare il sito web aziendale o anche solo aggiornarlo?

Quando è necessario aggiornare un sito web?

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Quali aspetti mostrano chiaramente che il sito web aziendale ha bisogno di essere rifatto o anche solo aggiornato? Quali sono i segnali che comunicano che il sito è ormai vecchio ed è indispensabile rinnovarne il design, le funzionalità o anche solo i contenuti? Quando si deve creare un sito completamente nuovo e in quali basta un semplice aggiornamento di alcune sue parti?  Queste sono domande che i responsabili della comunicazione e del marketing digitale di un’impresa presente sul web devono porsi dopo un periodo non troppo lungo dalla messa online del sito aziendale.

Restare al passo con i tempi è essenziale soprattutto quando si parla di tecnologie e comunicazione. Il sito web può essere definito come la sede primaria dell’azienda online. Se questa sede inizia a presentarsi in modo scadente sul piano estetico o con problemi di accesso e di utilizzo, il danno alle attività di marketing e vendita dell’impresa può essere fortissimo.

Per capire se un sito va bene o impone un aggiornamento si devono considerare tre categorie di indicatori: la tecnologia del sito, i contenuti del sito, le performance generate dal sito in termini di visite e pagine viste. Vediamo più in dettaglio tutti questi fattori.

 

1. Indicatori relativi alla tecnologia del sito

Gli indicatori riguardanti gli aspetti tecnologici sono quelli che hanno a che fare con il buon funzionamento del sito e la qualità della sua visualizzazione. Quando molti di questi aspetti richiedono interventi migliorativi, spesso è conveniente pensare a rifare il sito da zero piuttosto che semplicemente aggiornarlo. In altri casi basta cambiare il provider o solamente la veste grafica, mantenendo magari lo stesso CMS (content management system).

 

Il sito non si vede bene sugli smartphone

Oggi la maggior parte del traffico web avviene usando app o browser dei dispositivi di tipo mobile (smartphone e in piccola parte anche tablet). Se in passato un sito che non si visualizzava bene su un cellulare faceva perdere quote minime di visitatori, oggi può causare la perdita di ben più della metà degli utenti. Le tecnologie che consentono di rendere un sito perfettamente compatibile con smartphone e tablet sono quelle che li rendono “responsive”, ossia in grado di adattarsi in modo dinamico e automaticamente a qualsiasi tipo di schermo. Attualmente si può dire che tutti i temi e i template grafici dei siti di nuova realizzazione sono responsive. Se però ci si accorge che il proprio sito non si vede bene sul cellulare è assolutamente necessario applicare un restyling che utilizzi un template contemporaneo. Qualsiasi CMS oggi dispone di una quantità di nuovi template responsive che consentono di risolvere qualunque problema di visualizzazione. Un’altra considerazione: se un sito non è responsive verrà penalizzato nella SEO riferita alle ricerche effettuate nei cellulari. Google e gli altri motori di ricerca infatti ormai considerano squalificati i siti non responsive, assegnando loro un posizionamento svantaggioso in qualsiasi ricerca che potrebbe intercettarli.

 

Il sito risulta “non sicuro” sui browser (il sito non è HTTPS)

Un sito non sicuro è un sito che non utilizza il protocollo HTTPS. Questo protocollo offre una connessione criptata che assicura l’autenticazione del sito che l’utente visita, la protezione dei dati forniti dall’utente e quindi il pieno rispetto della privacy, l’integrità dei dati che vengono trasmessi e quindi il riparo da intromissioni e furti di informazioni da parte di malintenzionati. Un sito a bassa sicurezza mette a rischio gli utenti soprattutto quando forniscono i propri dati sensibili e personali e quando attuano transazioni economiche. Per un sito e-commerce è indispensabile che il sito sia sotto protocollo HTTPS. Per quanto riguarda tutti gli altri siti è meglio che lo siano anche loroi, anche perché di recente Google ha introdotto delle penalizzazioni verso i siti che non adottano i certificati di sicurezza (TLS o SSL). Solitamente questo tipo di aggiornamento non richiede di rifare di sana pianta il sito. Il protocollo HTTPS viene assegnato al sito dal provider, su eventuale richiesta del curatore del sito. Va detto comunque che in molti casi dopo che il sito viene elevato dal protocollo HTTP a quello HTTPS spesso si impongono delle messe a punto specifiche, per cui conviene che questa operazione sia seguita da uno specialista.

 

Il sito fa ancora uso di flash

Flash è una tecnologia ormai totalmente deprecata nel web contemporaneo. Se il sito aziendale contiene parti in flash vanno assolutamente rimosse e sostituite. Per saperlo, basta chiedere a uno sviluppatore web di fare un check del sito. Fortunatamente va detto che solo siti molto antichi hanno ancora sezioni in flash perché da molti anni a questa parte non è più stato integrato in nessun template grafico.

 

Il design è antiquato

Il design è uno degli aspetti che condiziona maggiormente un utente nella sua valutazione di un sito. Come capire se il design è superato? Ci sono numerosi indicatori. Tra i principali:

  • Sono presenti sidebar, ossia sezioni laterali che riportano riquadri informativi, altri contenuti, ecc. Questo tipo di impianto grafico è ormai ammesso solo nei blog.
  • Il sito non sfrutta tutta la larghezza dello schermo (full width). I design attuali solitamente puntano a occupare tutto lo spazio disponibile, a meno che non ci siano precise ragioni estetiche o funzionali.
  • Il canone estetico del sito è superato. Per capire se quello del proprio sito lo è, basta guardare in modo obiettivo e attento molti siti della concorrenza oppure dare un’occhiata ad articoli o infografiche che illustrano le tendenze di design più in voga.

 

Se si capisce che il design è antiquato occorre rivolgersi a uno sviluppatore web o a una web agency per cambiare il tema grafico. In molti casi il lavoro è semplice, ma in altri casi può implicare un cambiamento radicale del concept del sito, per cui meglio ricorrere a professionisti di comprovata abilità.

 

Il sito è lento

La regola dei 7 secondi prevede che un utente che è costretto ad attendere più di 7 secondi per visualizzare correttamente una pagina web sul proprio schermo rinuncerà e abbandonerà l’intento. In buona sostanza, un sito lento perde un numero elevato di utenti. Le cause di un sito lento possono essere varie. Per esempio dei difetti nella tecnologia del sito, un CMS o dei componenti integrati nel sito non aggiornati, il database corrotto, un server non adeguato al volume di traffico generato dal sito (in particolare il numero di utenti in visita e delle pagine viste). In questo caso il webmaster dovrebbe essere in grado di individuare i problemi principali e suggerire gli interventi da attuare. Di solito la lentezza non è un problema che impone di rifare totalmente il sito, ma sicuramente impone di effettuare degli aggiornamenti migliorativi.

 

2. Indicatori relativi ai contenuti del sito

Un sito può essere molto performante e aggiornato sul piano estetico e funzionale, ma vecchio dal punto di vista dei contenuti. In altri termini potrebbe non rappresentare più ciò che l’azienda ha da comunicare al suo pubblico o semplicemente non riporta più le ultime novità in termini di prodotti o servizi offerti. Inoltre, perché Google possa apprezzare sempre un sito dal punto di vista SEO, è necessario aggiungere in modo regolare contenuti sempre nuovi, in modo da dimostrare che non si tratta di un sito abbandonato o di poca importanza per il suo proprietario. Ecco in dettaglio alcuni aspetti di rilievo che fanno capire l’urgenza di introdurre aggiornamenti nei contenuti.

 

Non sono stati aggiunti nuovi contenuti (di qualsiasi tipo) da almeno un mese

Periodicamente un sito dovrebbe essere aggiornato con l’introduzione di nuovi testi, di immagini o di video. Se questo non avviene da più di un mese il responsabile del sito deve assolutamente occuparsi di aggiungere nuovi contenuti, per esempio al blog, nella sezione news, nell’area prodotti e servizi, ecc. Anche la home page dovrebbe essere rinfrescata con nuovi contenuti almeno ogni tre mesi.

 

Il catalogo dei prodotti o servizi non è aggiornato

Per le aziende presentare i propri prodotti e servizi è assolutamente imprescindibile. Questi devono rispecchiare sempre in modo fedele ed esauriente l’offerta dell’azienda sul mercato. Se il catalogo dei prodotti o servizi non è aggiornato (o peggio ancora non è presente), si deve assolutamente provvedere a inserire tutte le schede di prodotto che mancano e informare sulle nuove proposte di vendita.

 

Le aree istituzionali del sito non sono aggiornate

Le aree istituzionali di un sito sono diverse. Le più rilevanti sono le pagine Chi siamo, Contatti, Privacy. Ma possono anche riguardare le modalità di spedizione o di pagamento, l’area in cui l’azienda fa proposte di assunzione, ecc. Spesso queste sono abbandonate: molte aziende pubblicano ricerche di personale e poi non aggiornano più la pagina anche dopo che il candidato è stato trovato e assunto. Peggio ancora quando le aree più importanti, come quella che riguarda la descrizione generale dell’azienda e delle sue persone (Chi siamo) o quella dei contatti, riportano informazioni sbagliate o non più veridiche.

 

Le immagini nel sito sono vecchie e inattuali

Le immagini vanno aggiornate spesso. Capita di vedere a marzo siti che ancora riportano immagini addobbate con grafiche e simboli riferiti al periodo natalizio! Sono errori grossolani che trasmettono sciatteria e un senso di abbandono. Un utente che trova un’immagine non attuale squalifica immediatamente l’azienda.

 

Tecniche SEO superate

Quali tecniche SEO vengono usate nel sito per favorire il posizionamento nei motori di ricerca? Alcune di queste possono essere non solo non più efficaci, ma perfino dannose, come ad esempio la ripetizione eccessiva nei testi delle parole chiave più significative su cui si spera di posizionare la pagina web. In questo caso, interpellando uno specialista è facile capire quali sono le modifiche da apportare al sito per ottenere risultati migliori in termini di SEO.

 

3. Indicatori relativi alla performance del sito

Un ottimo modo per capire se un sito presenta dei problemi è valutare le statistiche degli accessi al sito da parte degli utenti. Ecco quali sono gli aspetti che meglio di altri suggeriscono che il sito necessita di un aggiornamento.

 

Problemi nelle conversioni del sito

Se il sito da un certo periodo di tempo continua a registrare un calo nelle conversioni o nell’acquisizione di lead quasi sicuramente c’è un problema in termini di CRO (conversion rate optimization, ottimizzazione del tasso di conversione). In sostanza le persone entrano nel sito, ma poi non concludono i loro acquisti o in generale non seguono le call to action, per esempio quelle che propongono di iscriversi a una newsletter o di scaricare dei contenuti particolari in cambio del rilascio della propria email. Se questa diminuzione è apprezzabile e costante significa che il sito presenta dei difetti, nel design o nelle tecnologie, che vanno identificati e corretti.

 

Pagine viste in calo a parità di utenti in visita

Se il traffico di utenti unici nel sito è costante ma il numero di pagine complessivo che in media gli utenti visualizzano in ogni sessione di visita è in calo, significa che c’è un problema tecnologico – per esempio il sito è molto lento e scoraggia a proseguire la visita – o i contenuti presenti non sono più interessanti e vanno aggiornati o se ne devono introdurre di nuovi.

 

Il posizionamento su alcune parole chiave non è più presente

Google può essere un ottimo indicatore della qualità di un sito: se una certa pagina per un periodo è risultata in posizioni alte della pagina dei risultati di ricerca (SERP) in relazione a determinate parole chiave cercate, ma ultimamente è sempre più in basso, significa che quella pagina specifica non è più apprezzata dal motore di ricerca. Se questo problema si rileva in numerose altre pagine con ogni probabilità il problema interessa l’intero sito, perciò occorre provvedere a rinnovarlo per risolvere i difetti che infastidiscono Google.

 

Questi sono i principali fattori che danno modo di capire se un sito web deve essere aggiornato, ma in generale si può dire che mediamente ogni tre o quattro anni si dovrebbe pensare a effettuare un aggiornamento importante del sito, perché le tendenze del design mediamente evolvono radicalmente ogni 4 anni, se non prima. In generale comunque è altamente consigliabile avere una persona – anche esterna all’azienda – che si occupi di mantenere sempre aggiornato il sito sia nelle tecnologie che nei contenuti.

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