Qual è la frequenza di aggiornamento migliore nei social media? - Blog di web marketing e social media marketing di Communication Village

Qual è la frequenza di aggiornamento migliore nei social media? Esiste un numero perfetto di post da pubblicare ogni giorno sui principali social network? Qual è la frequenza di aggiornamento ideale di una pagina o di un profilo?

Aggiornare gli account e le pagine dei social media

La regola d’oro di coloro che si occupano di comunicazione sui social media è aggiornare con costanza gli account. Da qui l’interrogativo più diffuso: quanto spesso è meglio postare sui social media? Qual è la frequenza di aggiornamento migliore per tenere alto il tasso di coinvolgimento degli utenti? Questi sono tutti interrogativi leciti e necessari da porsi.

Senza un’idea, anche solo di massima, della frequenza di pubblicazione dei post non saremo in grado di costruire un calendario editoriale dettagliato e rischieremo o di fare troppo lavoro per niente, oppure resteremo a corto di idee nel bel mezzo della nostra pianificazione. Esiste una regola generale per decidere quanto spesso occorre aggiornare un account sui social media? Ecco alcune indicazioni.

 

1. Facebook

In Facebook si deve distinguere tra pagine e profili personali. Per quanto riguarda le pagine, ormai la portata organica dei post è talmente bassa che investire grandi energie per tenere sempre aggiornata la pagina con nuovi contenuti è sostanzialmente inutile. Peraltro, la quota organica di visibilità che l’algoritmo assegna a una pagina si distribuisce su tutti i post della giornata, per cui più post si pubblicano ogni giorno minore sarà la portata di ciascuno. In questo senso conviene pubblicare non più di un post al giorno e in generale non più di due o tre alla settimana. Volendo si può anche pubblicare una volta al giorno ma solitamente in questo caso il rapporto costo/beneficio tende a diventare svantaggioso.

Per quanto riguarda i profili il discorso è differente. L’algoritmo premia i profili più attivi e quelli che riescono a suscitare più engagement, regalando un incremento di visibilità. In questo senso contano molto la qualità di ciascun post pubblicato e la capacità di creare relazioni stabili con gli altri utenti. Se si pubblicano molti post al giorno senza ottenere engagement nella maggior parte dei casi è tutta fatica sprecata. Invece alle volte anche un buon post, interessante e coinvolgente, ogni due o tre giorni può conquistare l’attenzione degli amici e guadagnare molte interazioni, con l’effetto che l’algoritmo ne potenzierà la portata.

 

2. Twitter

Twitter è un social piuttosto particolare: il numero di tweet, infatti, sembra non avere una grande influenza né sulla visibilità del singolo post né tanto meno sul tasso di coinvolgimento. A questo punto diventa una questione di (buon) gusto: meglio non esagerare per evitare di infastidire i propri follower ed evitare di parlare sempre e solo di sé e dei propri prodotti. Però si deve considerare che l’emivita di un tweet, ossia il periodo medio in cui ottiene il massimo della visibilità, non supera le due ore. Il consiglio perciò è quello di non scendere sotto i 6 tweet al giorno, numero che può anche comprendere 2 retweet di articoli o pareri interessanti e 1 contenuto di autopromozione (ma non di più).

Tuttavia è necessario riferire che alcuni analisti sostengono invece che ci possa essere un calo della visibilità per gli account con un numero non molto elevato di follower che superino i 3 tweet al giorno. Come comportarsi allora? Pubblicare compulsivamente decine di tweet al giorno può compromettere la portata organica che l’algoritmo assegna a un account, mentre i 6 tweet suggeriti possono essere una buona soluzione di compromesso.

 

3. Instagram

Per quanto riguarda Instagram pare che non ci siano un orario né una frequenza ideale con cui postare. Neil Patel ha osservato infatti: “A differenza di Facebook e Twitter, la frequenza di pubblicazione dei post non è così importante quando si parla di Instagram marketing”. Di contro altri analisti, come il team di Adobe Spark, osservano che la frequenza ideale spazia da 1 a 10 post al giorno. In generale, dunque non ci sono idee precise, perché l’algoritmo di Instagram in realtà non è sensibile al numero di post pubblicati, quanto piuttosto alle interazioni, alle relazioni tra utenti, al contenuto dell’immagine. La soluzione più sostenibile e consigliabile è puntare su 1 o 2 post al giorno, purché di elevata qualità e su temi coerenti e ben focalizzati.

Se dunque non è possibile decidere quale sia il numero perfetto di foto al giorno da pubblicare, sicuramente è fondamentale tenere una frequenza di pubblicazione costante: se all’inizio si è deciso di postare 10 volte al giorno e poi si scende a 5, sia la portata che il tasso di coinvolgimento possono essere soggetti a un calo. Quindi il suggerimento è quello di postare con la frequenza che si preferisce, ma lavorare per mantenerla nel tempo.

 

4. LinkedIn

LinkedIn è il social network dei professionisti e il suo algoritmo è abbastanza anomalo. Infatti per garantire che il feed di ogni iscritto sia popolato sempre di contenuti di qualità all’analisi svolta dal software si affianca l’azione di un team di editor specializzati. Questi si occupano di verificare il valore dei post che l’algoritmo riconosce come dubbi, in modo da decidere se mantenerli in vista o se azzerarne la visibilità organica. In questo modo la qualità di un contenuto diventa assolutamente determinante per il successo di un account nel social network, ancor più della quantità di post pubblicati.

Resta però che se si pubblica un post al mese le probabilità di essere notati dagli altri utenti rimangono esili, perché anche in LinkedIn gioca un ruolo importante la quantità di interazioni che un account colleziona nel tempo con i propri post. Se si pubblica troppo raramente il rischio di rimanere sempre al palo è altissimo. In base a questa premessa la frequenza migliore di post in LinkedIn è compresa tra 2 e 5.

Related posts

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Top