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Facebook testa la realtà aumentata nelle inserzioni di advertising La realtà aumentata nelle inserzioni pubblicitarie è la nuova frontiera per l’advertising che Facebook sta sperimentando

Facebook testa la realtà aumentata nell'advertising

Facebook punta sulla realtà aumentata (AR) per lo sviluppo di nuove forme di advertising da introdurre nel news feed. L’obiettivo è permettere alle aziende di creare delle inserzioni fortemente interattive che consentono agli utenti di aggiungere degli elementi virtuali a contesti reali ripresi attraverso la videocamera dello smartphone, il tutto ovviamente offerto da un brand specifico che sponsorizza l’ad.

Da tempo lo staff di Facebook è alle prese con l’integrazione nella piattaforma di tecnologie di realtà aumentata. Nel 2016 è stata fatta l’acquisizione di MSQRD, un’applicazione che consente di aggiungere una quantità di effetti e di filtri aggiuntivi a un selfie scattato dall’utente. Da allora gli sviluppatori non hanno smesso di cercare nuove soluzioni tecnologiche che verranno messe a disposizione di utenti e brand nei prossimi tempi.

Il primo marchio che sperimenterà la nuova funzione AR per i Facebook Ad è Michael Kors. Gli utenti potranno indossare degli occhiali, cambiarne il colore e acquistarli direttamente all’interno di Facebook.

Ma questo è solo l’inizio, perché a Menlo Park stanno già lavorando con grosse aziende come Sephora, Wayfair, Bobbi Brown e Pottery Barn per sviluppare nuovi tipi di inserzioni pubblicitarie con realtà aumentata che permetteranno di visualizzare in contesti reali l’uso di accessori moda, cosmetici, mobili e altri oggetti di uso comune. Non mancheranno ovviamente giochi e soluzioni per l’intrattenimento, che renderanno più stimolante e divertente l’inserzione attraendo l’interesse di larghe fasce di utenti.

Ty Ahmad-Taylor, il vicepresidente del product marketing nel dipartimento delle soluzioni di Facebook per il mercato globale, ha spiegato in modo più preciso gli obiettivi che l’azienda punta a conseguire tramite l’introduzione della realtà aumentata nelle inserzioni pubblicitarie: “Le persone ora si aspettano un’esperienza personalizzata e visivamente stimolante quando svolgono i loro acquisti, sia che stiano utilizzando uno smartphone sia che si trovino in un negozio fisico, ragione per la quale i video stanno giocando un ruolo sempre più importante nell’esperienza d’acquisto tramite cellulari. In effetti, stiamo già constatando che i video sono diventati il tipo di contenuto preferito quando si vuole scoprire un prodotto in un dispositivo mobile. Per avvantaggiare i rivenditori nella preparazione delle loro migliori offerte d’acquisto, siamo felici di potere proporre nuove soluzioni che li aiuteranno sia a divertire che a ispirare gli acquirenti, con l’effetto di incrementare le vendite”.

In questo senso, le tecnologie della realtà aumentata contribuiscono fortemente a spingere il coinvolgimento degli utenti verso livelli finora mai sperimentati fino in fondo negli annunci pubblicitari. Gli utenti saranno invitati ad abilitare l’uso di effetti della fotocamera ogni volta che compare sul loro schermo un’inserzione di AR advertising. In questo modo da una parte saranno consapevoli di stare utilizzando tecnologie di realtà aumentata e dall’altra saranno più direttamente motivati a scoprire le interazioni offerte dall’inserzione.

Il Boston Consulting Group ha stimato che negli Stati Uniti più di 80 milioni di persone abbiano fatto uso di app e tecnologie di realtà aumentata ogni mese. La previsione è che entro il 2021 gli utenti coinvolti potranno essere almeno 120 milioni. Imprescindibile quindi per il team di Zuckerberg cavalcare anche quest’onda e raggiungere nuove frontiere nei modelli di pubblicità offerti alle imprese.

D’altro canto, la ricerca di nuove formule di advertising sempre più coinvolgenti e interattive per Facebook è indispensabile, perché serve a limitare il rischio di inefficacia che il social network sta iniziando a correre dal punto di vista dei risultati portati alle aziende che investono in pubblicità.

Negli ultimi tempi il ritorno sull’investimento delle campagne pubblicitarie delle aziende nel social network di Zuckerberg infatti pare che stia subendo un calo. Se da una parte la piattaforma permette di raggiungere pubblici estremamente mirati in modo capillare, è anche vero che gli utenti stanno iniziando a sviluppare una capacità sempre maggiore di distinguere istintivamente un’inserzione da un post.

È un problema che i banner tradizionali conoscono da almeno un decennio (la cosiddetta banner blindness) e che sta iniziando a interessare anche l’advertising nel Social Blu. L’effetto è che la forza dell’advertising possa rischiare di ridursi, con il risultato di generare un calo dell’interesse da parte delle imprese a scegliere Facebook per i propri investimenti in web advertising.

Le ricerche del team di Facebook nella direzione della realtà aumentata nelle inserzioni di advertising hanno quindi come scopo primario la riconquista dell’attenzione degli utenti, che potranno diventare essi stessi protagonisti del messaggio degli ad e contribuire direttamente a creare il contenuto che ritengono più interessante per loro.

 

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