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Ricerca semantica e SEO: come ottimizzare per bene Come raggiungere ottimi posizionamenti sulle SERP? Come fare SEO per bene? La ricerca semantica è sempre più determinante

Ricerca semantica e SEO: come ottimizzare per bene

Per raggiungere ottime posizioni sulle SERP e fare SEO per bene, la ricerca semantica è sempre più determinante. L’ambito concettuale dei contenuti testuali in cui le parole chiave sono inserite è diventato di fondamentale importanza perché un sito sia non solo interessante e in grado di suscitare concreto apprezzamento da parte dei visitatori, ma anche affinché i motori di ricerca lo individuino come di qualità, gli attribuiscano un buon punteggio di ranking e lo premino con un ottimo posizionamento sulle pagine di ricerca.

Ogni sito web viene monitorato dai search engine, i quali grazie ai loro algoritmi sono in grado di attribuire una sorta di punteggio in grado di attestare la maggiore o la minore qualità di un sito e quindi un diverso posizionamento sulle pagine di ricerca.

Si tratta di un ranking diverso dal vecchio Google rank che in passato classificava tutti i siti esistenti. Il Google rank di qualche anno fa non è più considerato dagli algoritmi, mentre oggi viene assegnata una nuova “pagella” che raccoglie numerosi nuovi parametri valutati per determinare l’autorevolezza o meno di un sito web. Fra questi è presente proprio l’ambito semantico dei contenuti di un sito.

Gli algoritmi dei motori di ricerca sono in costante aggiornamento al fine di rendere la user experience più fluida e naturale. In questi ultimi anni abbiamo assistito a una profonda trasformazione del modo in cui gli internauti effettuano le loro ricerche sul web. Innanzitutto la diffusione di nuovi dispositivi di connessione, come smartphone e tablet, ha cambiato radicalmente la tipologia delle query inserite nelle caselle di ricerca.

Fino a qualche anno fa, venivano digitate le parole chiave corrispondenti all’argomento su cui l’utente voleva ricevere informazioni, ad esempio “stampante laser Pavia”. Adesso, soprattutto grazie alla implementazione dei sistemi di intelligenza artificiale, l’utente può porre intere domande al search engine che è in grado di comprendere il linguaggio naturale con un ristrettissimo margine di errore, chiedendo ad esempio “dove posso comprare una stampante laser a Pavia?”.

Proprio in seguito a questa rivoluzione interna ai motori di ricerca, la parola chiave non è più di per sé sufficiente a fare SEO per bene. Gli algoritmi di Google, ad esempio, sono in grado di leggere non solo la presenza della parola chiave, ma anche il contesto concettuale all’interno della quale è stata utilizzata, per restituire all’utente che ha effettuato la ricerca i risultati più pertinenti rispetto alle sue domande.

I motori di ricerca possono vantare una tipologia di ricerca che è sempre più di carattere semantico, concettuale, contestuale. Non basta inserire dunque più parole chiave possibile all’interno del proprio sito web senza la creazione di un contesto adeguato, senza una semantica lavorata e pertinente, con contenuti che siano realmente utili agli utenti.

Proprio per questo la SEO si nutre di contenuti di qualità. L’ottimizzazione non riguarda dunque soltanto l’inserimento delle parole chiave, ma soprattutto la realizzazione di un lavoro di content writing accurato, pertinente, interessante per i visitatori del sito.

Questo non significa che le keyword vanno ignorate e che non bisogna più analizzare le classifiche delle parole chiave più in linea col proprio business. Queste operazioni devono sempre essere compiute, ma vanno al contempo integrate con un lavoro a tutto tondo che prenda in considerazione l’evoluzione sia degli algoritmi dei motori di ricerca sia il cambiamento del modo di fare ricerca degli utenti stessi.

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