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Come aumentare interazioni ed engagement degli articoli in LinkedIn Un quadro generale su come gli articoli in Linkedin generano interazioni ed engagement e come aumentare il tasso di coinvolgimento

aumentare interazioni ed engagement degli articoli in LinkedIn

In LinkedIn è possibile pubblicare articoli internamente alla piattaforma di social networking. Inserire contenuti strutturati e di una certa ampiezza nel social network più professionale del web può portare a risultati di grande valore: un incremento della propria reputazione online e della propria visibilità come professionisti.

In realtà però non sempre inserire un nuovo articolo in LinkedIn porta un engagement pari alle aspettative. Spesso il post pubblicato passa inosservato e non riceve né condivisioni né consigli (i like di LinkedIn). Come fare allora per aumentare il tasso di engagement? Occorre sapere chi interagisce di più e a quali argomenti.

 

Chi interagisce maggiormente?

A interagire maggiormente con ogni post sono i colleghi che lavorano nella stessa azienda. Un’indicazione interessante, perché se questa categoria di utenti è più disponibile a creare engagement, allora stimolando bene chi ne fa parte è possibile fare lievitare l’engagement con l’effetto di accrescere la visibilità e il rank del post all’interno di LinkedIn. Post con più interazioni hanno più probabilità di essere visti anche da persone che non fanno parte della cerchia di collegamenti diretti di chi li ha pubblicati.

Anche gli influencer sono molto proclivi a interagire con i post più interessanti. Significa che se si riesce ad aprire e mantenere un buon dialogo con molti di loro ci si può aspettare di ottenere un buon engagement. Ovviamente gli influencer sono più disposti a concedere attenzione ai post che un utente pubblica quanto più lo stesso utente ne dà ai loro. Quindi non limitiamoci a scrivere e a pubblicare contenuti, ma cerchiamo di leggere e interagire a nostra volta con le persone più attive nel social network.

 

Quali contenuti producono più interazioni?

LinkedIn non è Facebook. Ossia non si sta in LinkedIn per passare il tempo, ma per cercare nuovi contatti utili, informazioni interessanti, argomenti e suggestioni che possono dare un sostegno e un valore aggiunto al nostro lavoro. In questo senso non stupisce allora che i contenuti più apprezzati sono quelli formativi o di aggiornamento su un certo campo specifico.

Ovviamente ciascun utente ha i suoi ambiti di interesse particolare, quindi dobbiamo anche avere un’idea di chi ci sta seguendo, ossia chi rientra nella sfera dei nostri collegamenti di primo grado. Sono proprio questi che leggeranno quasi sicuramente i nostri post e potrebbero interagire. Se non abbiamo un pubblico di contatti del tutto disomogeneo dovremo concentrarci su quei contenuti che siano maggiormente in sintonia con loro.

Tra gli argomenti più stimolanti figurano le informazioni sulle tendenze e le novità dei vari settori industriali e delle industrie più note in ciascun ambito di mercato; consigli e best practice; offerte o domande di lavoro o ricerche di figure con determinate competenze; dritte di management e leadership (a riprova che gli utenti più assidui di Linkedin sono i dirigenti); eventi riguardanti il settore professionale di riferimento; punti di vista e opinioni sul lavoro espressi da impiegati non di livello dirigenziale.

Buon interesse, anche se non stellare, suscitano anche le informazioni su prodotti o servizi offerti, per cui pubblicare articoli di questo genere, se non si riducono alla semplice presentazione di una serie di caratteristiche tecniche, può portare a ottenere buone interazioni e un significativo tasso di engagement.

 

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