4 errori di Twitter marketing davvero imperdonabili - Blog di web marketing e social media marketing di Communication Village

4 errori di Twitter marketing davvero imperdonabili 4 errori da evitare quando utenti e aziende decidono di affidare la propria comunicazione a Twitter

4 errori di Twitter marketing davvero imperdonabili

Commettere errori di Twitter marketing è estremamente frequente, e una delle cause principali è proprio nelle caratteristiche della comunicazione concessa dal social network ideato da Jack Dorsey: concentrare un messaggio o una serie di messaggi in qualche modo correlati in non più di 140 caratteri muniti di hashtag è abbastanza per disorientare anche i comunicatori più avveduti.

D’altronde decidere di affidare parte della propria comunicazione a Twitter è un’opzione che in parecchi casi può essere consigliabile, a patto chi si proceda in maniera consapevole e si evitino errori inutilmente rischiosi e assolutamente imperdonabili. Molti, anche per via della fase discendente che Twitter sta vivendo per effetto della maggiore attrattività dei tanti social network in circolazione, sono portati a sottovalutarlo e a considerarlo come fanalino di coda di un piano di social media marketing più articolato. Invece in molti casi non inserirlo tra i socia network in cui pubblicare i propri contenuti è un grosso sbaglio, ma bisogna sapere bene come impiegarlo.

Ricordiamoci che peggio di non essere presenti affatto sui social c’è soltanto usarli nella maniera scorretta: se abbiamo deciso di non prestare sufficiente attenzione alla gestione del nostro account su Twitter, tanto vale non iniziare per niente ed evitare così brutte figure e scivoloni che (statene certi) non passeranno inosservati. Ecco 4 errori di Twitter marketing davvero imperdonabili che ancora oggi utenti e aziende commettono nella gestione della propria comunicazione sul social network.

 

1. Usare male gli hashtag

Quella degli hashtag è una questione spinosa che molti faticano a comprendere: è vero che è vitale usarli per aumentarne la portata e per partecipare a discussioni specifiche, ma è anche vero che il troppo stroppia. Non dimentichiamo che su Twitter abbiamo 140 caratteri per scrivere il nostro messaggio e un uso smodato degli hashtag potrebbe comprometterne la chiarezza e la lettura. Attenzione poi a quelli inseriti tra le tendenze: per quanto sia consigliabile cavalcare l’onda del successo di questi hashtag, prima di inserirli sinceriamoci di avere ben chiara l’origine e il significato per evitare errori davvero grossolani ed epic fail da manuale.

 

2. Pochi tweet

Proviamo a entrare su Twitter e a osservare quanti tweet vengono visualizzati sul nostro feed in un quarto d’ora: ci renderemo conto che la velocità e il numero di messaggi in questione è davvero impressionante. Da qui deriva la necessità per utenti e aziende di twittare più volte al giorno; questo è l’unico modo per sincerarci che il nostro contenuto ottenga la visibilità che merita. Non preoccupiamoci se si tratta dello stesso articolo o post, ma badiamo a cambiare il tipo di lancio e di call to action di tanto in tanto per non annoiare chi ci segue.

 

3. Troppi retweet

I retweet possono essere uno strumento molto utile in quanto consentono di condividere contenuti interessanti velocemente e possono essere un mezzo per farci notare dalle personalità più influenti nel nostro settore, ma attenzione a non abusarne. Una tale pratica non fa bene né al rapporto con chi ci segue (daremo l’impressione di non avere nulla di davvero interessante e originale da dire) né a quello con l’account in questione (che potrebbe addirittura sentirsi infastidito da questa eccessiva attenzione), quindi usiamo i retweet con parsimonia e strategia.

 

4. Comprare i follower

La compravendita di follower e fan è stata una pratica largamente diffusa negli anni passati perché considerata una scorciatoia: per fortuna oggi sono sempre di meno coloro che decidono di optare per azioni di questo tipo e gli stessi social network lavorano sodo per intercettare simili operazioni. Benché i numeri siano importanti occorre ricordare che innumerevoli follower fake e/o non in target alla lunga non faranno bene ai nostri affari e alla salute degli account, quindi è meglio non lasciarsi tentare da simili promesse.

Related posts

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Top