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Come insegnare a un gruppo di adulti: strategie e tecniche vincenti Insegnare agli adulti impone l'adozione di tecniche di formazione differenti da quelle applicabili ai discenti più giovani

Formazione a un gruppo di adulti

Non è semplice insegnare a un gruppo di adulti: le strategie vincenti sono più sofisticate rispetto a quelle applicabili ai discenti più giovani. Una volta passata l’età scolare, infatti, può venire meno quella voglia di mettersi ancora in gioco, di rimescolare le carte, di apprendere cose nuove. Inoltre ogni adulto ha già acquisito un proprio metodo di apprendimento: è dunque necessario entrare in sintonia con i propri alunni, raggiungendo compromessi, mettendosi in ascolto delle persone che si hanno davanti, formulando un piano di formazione che sia calzante, ad hoc per gli studenti che si hanno in aula. È proprio qui che entra in gioco il buon formatore.

Sono quattro gli elementi fondamentali da tenere sempre a mente quando si insegna a studenti adulti.

 

La motivazione

Non c’è nulla di peggio per l’apprendimento che un’aula piena di studenti sulle spine, in ansia, abbattuti o, peggio ancora, annoiati. Per sollevare gli animi e predisporre le menti all’apprendimento, bisogna puntare sulla motivazione; con un tono amichevole, aperto e ben disposto vanno affrontati i diversi argomenti della lezione. Inoltre, gli obiettivi da raggiungere non devono essere troppo difficili. Il livello di difficoltà delle lezioni e dei risultati da raggiungere deve essere realistico e adeguato alla classe. Il rischio è di stressare inutilmente i partecipanti al corso, senza ottenere risultati. Coltivare in aula relazioni sociali con i propri alunni permette di creare un ambiente rilassato, improntato al benessere e alla voglia di imparare insieme. La motivazione può essere mantenuta alta attraverso la stimolazione, che allenta la monotonia della lezione e coinvolge più direttamente gli studenti, con domande, curiosità particolari, file multimediali per attivare l’interesse e la voglia di conoscere.

 

Il rinforzo

Pensando al rinforzo, può comparire nella mente l’immagine di un addestratore di cani che attraverso un croccantino e un bastone insegna all’animale un determinato comportamento. In realtà nella vita di ogni giorno vengono costantemente messi in atto rinforzi sia positivi che negativi. Sicuramente questi possono essere strumenti educativi che però nell’ambito dello svolgimento di un corso di formazione in aula vanno intesi sempre all’interno di un’ottica relazionale. Così in aula può essere utile utilizzare alcuni elementi di rinforzo, sia positivi che negativi: se uno studente fa un intervento pertinente o una domanda intelligente, il formatore sottolineerà l’accaduto con una lode. Nel caso di un comportamento non pertinente di uno studente durante il corso invece di certo non si ricorrerà a punizioni, ma si potrà sottolineare la non giustezza di quel comportamento o di quella risposta con parole che chiaramente spiegano le motivazioni.

 

Repetita iuvant

Durante il corso di formazione, potrà essere utile soffermarsi più volte sugli argomenti più importanti e delicati del corso. In questa maniera grazie alla ripetizione lo studente potrà imparare bene e fare propria quella nuova conoscenza acquisita.

 

Pratica

Un buon corso di formazione prevede una parte teorica e una pratica. Quindi va predisposta una fase in cui gli allievi possono esercitarsi nello svolgere ciò che hanno imparato.

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