4 errori SEO che possono danneggiare il content marketing - Blog di web marketing e social media marketing di Communication Village

4 errori SEO che possono danneggiare il content marketing Quali sono gli errori SEO più comuni che possono danneggiare tutte le azioni di content marketing che si stanno svolgendo?

Errori SEO da evitare

Commettere errori SEO è frequentissimo, con l’effetto di danneggiare le azioni di content marketing che si attuano. Le strategie di content marketing e le tecniche SEO infatti sono profondamente legate. Spesso, concentrandosi solo sulla qualità del testo o solo sull’ottimizzazione per i motori di ricerca, si finisce facilmente per commettere degli errori su uno dei due fronti, con l’effetto di minare alla base anche l’altro.

Il motivo di questa forte correlazione risiede nella necessità, oggi ancora di più che nel passato, di pianificare una serie di azioni per ottenere più visibilità e di spiccare rispetto alla concorrenza. Un tempo produrre contenuti per il web era privilegio di pochi eletti in grado di parlare la “stessa lingua dei computer” e gli algoritmi applicati dai motori di ricerca per scegliere quelle pagine web da mostrare nelle posizioni più alte delle SERP erano molto più semplici e banali. Bastava seguire poche regole abbastanza elementari e la pagina otteneva subito un posizionamento apprezzabile.

Oggi, a causa dell’enorme quantità di siti e pagine esistenti, gli algoritmi sono diventati molto più complessi ed esigenti e la qualità di un testo è considerata essa stessa un requisito della SEO. Testi sgrammaticati e inconsistenti che come unico requisito hanno un insieme di parole chiave al posto giusto non sono più apprezzati da Google, mentre testi scritti in modo eccellente ma elaborati senza seguire criteri SEO hanno poche speranze di risultare indicizzati nelle prime pagine.

In questo contesto, chi scrive e pubblica contenuti online si scontra con una crescente difficoltà a dargli una buona visibilità nei motori di ricerca, soprattutto se si è appena affacciato a questo mondo. Per questo occorre conoscere a fondo le tecniche SEO volte a ottimizzare contenuti e siti web al fine di redigere testi di valore e allo stesso tempo perfetti per Google.

Al di là di tutte le tecniche più sofisticate che si potranno applicare al lavoro di redazione e pubblicazione di contenuti ci sono però 4 errori SEO estremamente diffusi e comuni che potrebbero danneggiare il content marketing. Sono errori grossolani che possono facilmente compromettere tutti gli esiti delle attività di produzione di testi per il web e che vanno risolti rapidamente o, nel caso del quarto, non vanno assolutamente commessi.

 

1. Sito non ottimizzato per i dispositivi mobile

La maggioranza degli utenti ormai si connette utilizzando dispositivi mobile e decidere di ignorare questo dato sarebbe da folli. Possiamo anche avere creato il sito più bello e usabile che si sia mai visto e avere curato i contenuti sin nei minimi dettagli, ma se non faremo in modo che siano accessibili anche per utenti mobile sarà stata tutta fatica sprecata.

 

2. Sito troppo lento

La velocità di caricamento di un sito web è una metrica capace di influire profondamente sul raggiungimento dei nostri obiettivi. Gli utenti si aspettano di potere accedere facilmente a qualsiasi contenuto su Internet: il tempo di attesa stimato massimo che non andrebbe superato è di 3 secondi. Ci si deve preoccupare, quindi, di avere ottimizzato il proprio sito in modo che rispetti questo requisito.

Uno degli strumenti più validi per fare una stima della velocità media di caricamento e individuare le possibili cause a cui apporre rimedio è PageSpeed Insights di Google. È sufficiente inserire l’URL di un sito o di una pagina per ricevere una valutazione e una lista di fattori che potrebbero produrre il rallentamento.

 

3. Link interni, link esterni, link corrotti e backlink

Un uso poco accorto dei link all’interno del sito e dei contenuti può davvero decretare il fallimento della visibilità in Google. I link interni sono un ottimo metodo per instradare l’utente nella fruizione dei contenuti e/o dei prodotti e servizi e inoltre facendone un uso sapiente si potrà migliorare la frequenza di rimbalzo.

Quando si usano link esterni meglio sincerarsi della qualità e reputazione del sito cui si rimanda. Bisogna anche verificare che tutti i link inseriti siano ancora attivi: agli utenti (e quindi a Google) non piace cliccare su un link corrotto e senza uscita. Infine ci si deve preoccupare di capire anche se ci sono altri siti che linkano ai contenuti del proprio sito (link in ingresso): anche in questo caso la loro reputazione può avere delle conseguenze sul posizionamento del sito a cui rinviano.

4. Contenuti non originali e/o duplicati

Questo è probabilmente l’errore SEO peggiore e più manifesto che si può compiere. Pubblicare contenuti non originali perché copiati da altri equivale a scavarsi da soli la fossa. Ma non è tutto: molti decidono di affrontare il “problema” posizionamento su talune parole chiave scrivendo sempre gli stessi contenuti. Questa tecnica è finalizzata a fare pensare a Google che si è esperti su un certo argomento e quindi aspirare a posizioni più alte nel ranking. Una tecnica che funzionava molto bene fino alla fine della prima decade del 2000, ma che è diventata controproducente con l’implementazione dei nuovi algoritmi di Google.

Google oggi tende a incasellare chi produce troppi contenuti sullo stesso argomento tra coloro che creano pagine duplicate al fine di cercare di aggirare il suo algoritmo. Meglio invece produrre un unico pezzo molto ampio e ricco su ciascun tema, anziché molti brevi che trattano l’argomento da parecchi punti di vista.

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