Come abbassare il bounce rate di un sito in 5 passi - Blog di web marketing e social media marketing di Communication Village

Come abbassare il bounce rate di un sito in 5 passi Cos’è il bounce rate o frequenza di rimbalzo e come intervenire per migliorare le prestazioni del nostro sito

Come abbassare il bounce rate di un sito

Il bounce rate o frequenza di rimbalzo è la percentuale di visitatori che abbandona il nostro sito dopo avere visualizzato un’unica pagina e perciò non va confusa con l’exit rate o percentuale d’uscita che invece restituisce la percentuale di visitatori che abbandonano il nostro sito dopo avere visitato una data pagina (che non è detto essere l’unica pagina).

Il motivo per il quale occorre prestare attenzione alla frequenza di rimbalzo del nostro sito e lavorare per abbassarla è che Google usa anche questo dato per decidere come posizionarlo: se l’utente si imbatte nel nostro sito e decide di abbandonarlo dopo pochi secondi è lecito presumere che abbia ritenuto il contenuto poco o per niente interessante. Ovviamente il motore di ricerca si basa anche su altre metriche, ma resta il fatto che quasi tutti i siti di pregio che si posizionano nelle prime pagine della SERP sono caratterizzati da un bounce rate basso, quindi chi gestisce un sito di successo non può evitare di lavorare per abbassare la propria frequenza di rimbalzo. Vediamo qualche consiglio in proposito.

 

1. Siamo sicuri di avere attirato gli utenti in target?

Uno dei motivi per i quali la frequenza di rimbalzo può essere alta è che i visitatori attratti non siano perfettamente in target; meglio quindi rivedere il nostro piano di content marketing e cercare di intervenire per tempo.

 

2. I contenuti sono interessanti?

Altra ragione per la quale il bounce rate registrato dal nostro sito può essere elevato è che nonostante abbiamo attirato i visitatori giusti stiamo fornendo contenuti poco interessanti e di scarsa qualità. Sinceriamoci sempre di avere pensato per prima cosa alle esigenze dei nostri utenti prima di redigere i contenuti: per impegnarsi nella lettura ed eventualmente effettuare la condivisione dei nostri contenuti deve valerne la pena!

 

3. Testare l’usabilità del nostro sito

Se i contenuti che abbiamo redatto sono interessanti e di qualità e i lettori sono in target, allora il problema potrebbe risiedere nel design dell’intero sito. Possiamo anche avere scritto gli articoli migliori del mondo, ma se saranno inseriti all’interno di un sito complicato e poco intuitivo che usa font e colori illeggibili non potremo andare molto lontano. Altro aspetto da considerare è la velocità di caricamento: statisticamente è bene che il tempo non superi i 3 secondi, pena l’abbandono immediato da parte anche degli utenti più affezionati. Sinceriamoci, infine, che il nostro sito sia mobile responsive: la maggior parte degli utenti oggi si connette proprio tramite tablet o smartphone e sarebbe un peccato perdere questa occasione.

 

4. Limitare l’uso di pop up

Eliminare o limitare le pubblicità troppo invasive e i pop up che interrompono la lettura e la visita al sito in generale è il modo migliore per contrastare percentuali elevate di bounce rate. Se proprio vogliamo farne uso premuriamoci di verificare che siano contenuti interessanti e che non contengano un gergo o un messaggio troppo aggressivi.

 

5. Link interni vs link esterni

Un metodo per abbassare la frequenza di rimbalzo è fare un uso sapiente dei link interni al nostro sito: aggiungiamo alla fine degli articoli una serie di letture suggerite e argomenti correlati in modo da invogliare l’utente a restare; se invece i link che abbiamo inserito rimandano a siti esterni ricordiamoci di specificare che debbano aprirsi in un’altra finestra. In questo modo sarà più semplice per l’utente tornare indietro e proseguire con la lettura del nostro articolo o la visita al nostro sito.

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