3 miti SEO da sfatare che fanno sì che la strategia SEO non funzioni - Blog di web marketing e social media marketing di Communication Village

3 miti SEO da sfatare che fanno sì che la strategia SEO non funzioni Anche il mondo della SEO ha le sue leggende: eccone 3 da sfatare prima che sia troppo tardi

3 miti SEO da sfatare immediatamente

Perché la nostra strategia SEO non funziona? Non esiste un’unica risposta a questa domanda. Probabilmente non ci siamo affidati a un vero professionista o abbiamo deciso di fare tutto da soli senza averne ancora le competenze e qualcosa ci è sfuggito o ancora abbiamo iniziato il processo di ottimizzazione del nostro sito e dei nostri contenuti solo da qualche settimana e già pretendiamo che che la nostra strategia faccia miracoli.

Nella SEO occorre pazienza e conoscenza, non solo delle misure da applicare ma anche dei criteri e delle metriche cui porre attenzione per verificare l’esito del processo e delle nostre azioni. Tuttavia, anche nel mondo delle best practice per il posizionamento sui motori di ricerca girano moltissimi miti e leggende alcune davvero di dubbia efficacia e provenienza; cerchiamo di sfatarne i 3 principali insieme.

 

1. Il guest blogging è inutile

Il guest blogging o guest post si riferisce alla pratica di effettuare la pubblicazione di un post su un sito o un blog diverso dal nostro inserendo nello stesso post un link che rimanda al nostro sito. Questa strategia è stata molto diffusa per largo tempo salvo registrare una contrazione nel 2014. Matt Cutts, che ha da poco rassegnato le dimissioni in Google per assumere un nuovo incarico alla US Digital Service, attraverso un post sul proprio blog aveva affermato infatti che sarebbe stato meglio rivedere il ruolo del guest blogging quale fattore di posizionamento; tuttavia ciò che a molti è sfuggito è che questo rappresentava un consiglio per coloro che ne fanno abuso. Come vale per le altre strategie SEO, infatti, anche il guest blogging si rivela efficace se e solo se il contributo dell’autore esterno è di qualità e coerente con gli altri argomenti del nostro blog e gli interessi del nostro pubblico.

 

2. I social media non producono effetti sulla SEO

Niente di più falso. Come sappiamo, il posizionamento di un sito internet sui motori di ricerca risente anche del sentiment diffuso tra gli utenti e dell’engagement che i suoi contenuti riescono a generare: se riusciremo a integrare all’interno del nostro piano di comunicazione una strategia di social media marketing che funzioni a beneficiarne sarà anche il nostro sito. Condividere i contenuti dei nostri post sui vari account dei principali social network è una delle azioni di brand awareness di maggiore efficacia. Ma attenzione: da sola questa strategia non basta. Soprattutto se il nostro è un sito o un blog appena nato potrebbero passare mesi prima di potere vedere dei risultati in termini di SEO e posizionamento, ma attraverso una strategia di comunicazione e content marketing integrata aumenteremo le nostre probabilità di successo.

 

3. Google nota soltanto i blog e i post di una certa grandezza

Che per Google conti la quantità di contenuti postati in un blog e che guardi di buon occhio i post di un certo respiro è fuor di dubbio. Ma l’errore più grande che possiamo commettere è considerare questa pratica un dogma e una verità assoluta: ciò che conta non è solo la quantità di articoli e/o la loro lunghezza, bensì il valore che assumono agli occhi degli utenti. Un sito può anche contenere migliaia di articoli di 5000 caratteri ed essere aggiornato quotidianamente, ma se poi questi non sono contenuti originali, vengono ignorati dai lettori e fanno un suo smodato e incoerente delle parole chiave, a Google e agli altri motori di ricerca non piaceranno in ogni caso.

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