Matt Cutts dà le dimissioni e lascia Google. Ci saranno conseguenze? - Blog di web marketing e social media marketing di Communication Village

Matt Cutts dà le dimissioni e lascia Google. Ci saranno conseguenze? Le dimissioni di Matt Cutts da Google lasciano l'azienda priva di una delle personalità più influenti. Dirigerà un ente governativo, lo US Digital Service

Matt Cutts lascia Google

Matt Cutts ha dato le dimissioni e ha lasciato definitivamente Google. Chi segue l’universo che ruota intorno a Mountain View, fatto di motori di ricerca, analisi del web, ottimizzazione dei contenuti rintracciabili mediante azioni di data mining e chi più ne ha più ne metta, ha sicuramente una certa familiarità con le dichiarazioni e gli approfondimenti che regolarmente Matt, una delle persone più influenti nel team di sviluppatori di Google, ha pubblicato nel suo blog “Gadgets, Google, and SEO”. I suoi post hanno contribuito a dare informazioni preziose su tutte le attività svolte in casa Google, ma soprattutto sono stati delle vere e proprie proiezioni del futuro prossimo del web e di internet in generale.

Sei mesi fa Cutts aveva accettato di entrare nel team dello US Digital Service come collaboratore temporaneo, con incarichi riguardanti il Defense Digital Service al Pentagono. La sua attività per lo USDS avrebbe dovuto protrarsi al massimo per 3 mesi. Il suo contributo però è stato di capitale importanza, per cui gli fu chiesto di prolungare la sua presenza per altri 3 mesi. Il 31 dicembre 2016 è arrivata la svolta: Cutts ha rassegnato le dimissioni e ha lasciato definitivamente Google per confermare il suo ruolo di Director of Engineering per lo USDS. Questo però è solo un incarico temporaneo, perché l’attuale Amministratore dello USDS, Mikey Dickerson, abbandonerà la sua carica il 20 gennaio e sarà sostituito proprio da Cutts, che acquisirà quindi l’incarico di Acting Administrator dello USDS.

Nel suo blog Cutts ha dichiarato a riguardo: “Lavorare per il governo non paga quanto una grande società della Silicon Valley. Non abbiamo pasti gratuiti. Molti giorni sono incredibilmente frustranti. Tutto quello che posso dirvi è che il lavoro è straordinariamente importante e ispirante e dà un’opportunità di lavorare su cose che possono veramente migliorare la vita delle persone. Un amico che ha iniziato a lavorare in questo stesso ambito diversi anni fa mi ha detto: ‘Questi ultimi cinque anni sono stati i più difficili e i peggiori, ma contemporaneamente i migliori e i più gratificanti che io abbia mai avuto'”. Insomma una svolta radicale, in apparenza.

In realtà chi conosce Cutts sa che il suo è uno spirito libero, anche sul piano professionale non ha mai accettato di rimanere confinato a svolgere ruoli esclusivamente tecnici, cosa che gli ha permesso di essere un perfetto portavoce di un’azienda decisamente vulcanica e ipercreativa. Inoltre, nella sua filosofia di vita è ben presente il tratto del continuo cambiamento. In un video del 2011 Cutts invita la platea a tentare sempre qualcosa di nuovo e di non cullarsi mai sugli allori o sulla routine. Iniziare nuove esperienze per periodi brevi ma intensi e poi vedere cosa succede, ecco il miglior modo di crescere e aumentare la propria autostima. Perfettamente coerente con la sua svolta: prima un periodo breve allo USDS, poi una proroga, quindi una conferma e un nuovo territorio tutto da esplorare e arricchire.

Cosa cambierà in Google dopo l’abbandono di Cutts? Molto poco, ovviamente, perché l’organigramma di Mountain View è talmente ricco di personalità prestigiose e geniali che non daranno modo di rimpiangere troppo l’assenza di Cutts. Ultimamente Cutts dirigeva le ricerce relative al web spam, ma vista la sua volontà di provare qualcosa di nuovo già in maggio 2015 i piani alti dell’azienda avevano designato un successore, senza però dargli anche un ruolo di portavoce ufficiale.

Quello che risulta sempre più evidente, invece, è la stretta osmosi che lega gli enti governativi statunitensi alle grandi aziende informatiche della Silicon Valley. Persone che lavorano per il governo hanno rapporti strettissimi con tutte le società più influenti e attive e molti professionisti dell’informatica spesso si trovano a lavorare senza soluzione di continuità sia per il governo che per una delle tante grandi aziende private. Quanto questo scambio di competenze e informazioni possa pesare in futuro è difficile prevederlo. Nel bene o nel male, persone come Cutts conoscono l’infrastruttura dell’universo internet talmente a fondo da permettere a un ente governativo di leggere informazioni e dati profondi di qualsiasi cittadino spingendosi al limite e forse anche oltre qualsiasi confine della privacy.

Finché questi dati – o queste tecniche di raccolta di dati – rimangono confinati nei database di un’azienda privata, il cui obiettivo sostanziale e principale è quello di fare utili, si può pensare che al massimo gli utenti riceveranno indicazioni sempre più invasive e capillari su come orientare i propri acquisti. Ma se le stesse informazioni e tecnologie diventano uno strumento dell’azione di un governo, allora diventa difficile capire in che direzione possono essere usate. Si può dire senza tema di smentita che il controllo dell’informazione è la bomba atomica del nuovo millennio. In questo contesto internet e il web costituiscono la più grande raccolta di contenuti informativi mai esistita al mondo e se mai il loro controllo profondo dovesse cadere nelle mani sbagliate è alquanto arduo prevederne le conseguenze.

Ovviamente non saranno le dimissioni di Matt Cutts da Google a portare uno sconvolgimento mondiale, ma nonostante le parole rassicuranti di quest’uomo che ha dato un contributo enorme allo sviluppo di Google e del web, chi vuole pensare male anche senza scadere in ottusi e paranoidi complottismi può trovare qualche nuovo spunto per preoccuparsi…

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