I 4 errori più frequenti nel lavoro di copywriting - Blog di web marketing e social media marketing di Communication Village

I 4 errori più frequenti nel lavoro di copywriting Il lavoro di copywriting sembra banale, ma in realtà è estremamente tecnico e richiede competenze precise, senza le quali si commettono degli errori anche gravi

Copywriting: lo stai facendo male?

È molto facile commettere errori nel lavoro di copywriting. Questa attività va oltre la semplice scrittura di contenuti o la gestione di un blog: il ruolo del copywriter infatti è quello di concepire contenuti di varia natura (anche sui social network) che perseguano obiettivi di marketing ben precisi al fine di attirare l’attenzione dell’utente e spingerlo a compiere l’azione desiderata. Ma le differenze con il lavoro del content writer non finiscono qui: abbiamo più volte sostenuto come scrivere sia un processo soprattutto creativo, ebbene nel copywriting è necessaria una certa quantità di pianificazione e di tecnica.

Possiamo intuire, quindi, quanto si sbagli chi sostiene che chiunque può scrivere contenuti orientati strategicamente su un sito o sui social media: per compiti tanto delicati e importanti per il nostro business è sempre meglio affidarsi ai professionisti per evitare errori anche grossolani. Ecco la lista dei 4 errori di copywriting più comuni e qualche consiglio per porvi rimedio.

 

1. Mancanza di obiettivi precisi

Abbiamo detto che il copywriting consiste nello scrivere contenuti orientati strategicamente, ma come possiamo pretendere di raggiungere dei risultati soddisfacenti se non abbiamo indagato e fissato degli obiettivi in fase preliminare? Ogni azione deve rispondere a una progettazione e pianificazione ben precise, pena il fallimento dell’intero progetto. Per individuare gli obiettivi da raggiungere occorre dedicare un po’ di tempo allo studio dei nostri lettori e dei loro gusti in modo da aumentare le probabilità di successo. In particolare dobbiamo avere ben chiaro il lettore ideale al quale intendiamo rivolgerci, perché lo stile che adotteremo nella scrittura e perfino la scelta dei contenuti dovrà essere orientata proprio a soddisfarlo pienamente.

 

2. Logica vs Emozioni: quale preferire?

Per rispondere a questa domanda occorre conoscere le abitudini e le preferenze del nostro pubblico, anche sui social network. Se non siamo sicuri di quale approccio preferire, procediamo per tentativi e A/B test e facciamo tesoro dei dati ottenuti. Qualunque siano le tipologie di contenuti preferite dagli utenti che ci seguono e vorremmo raggiungere, però, il nostro consiglio è quello di variare: cerchiamo di avvicendare a un content marketing emotivo uno più freddo e lineare (privilegiando in percentuale quello preferito da chi ci segue). In questo modo produrremo contenuti vari, eviteremo di annoiare gli utenti più affezionati e potremo ampliare il nostro pubblico.

 

3. Stile troppo ampolloso e barocco

Questo è un errore molto comune di copywriting che riguarda sia la scrittura di articoli che i lanci di contenuti sui social media. Molti scambiano uno stile ampolloso e pieno di paroloni per una dimostrazione di cultura: usare termini troppo difficili o specialistici (anche a sproposito) potrebbe infastidire il lettore finale e bollarvi come snob piuttosto che esperti del settore.

 

4. Contenuti troppo generici e che non arrivano mai al punto

Quest’ultimo punto riguarda soprattutto chi scrive contenuti per un blog: sappiamo che anche ai fini di un posizionamento migliore del nostro sito dobbiamo scrivere articoli di un certo respiro; ma questo non equivale a sperimentare perifrasi per allungare il brodo senza raggiungere il punto. L’unico obiettivo che avremo raggiunto con una simile strategia sarà avere confuso il lettore che non riuscirà a seguirci. Da evitare anche le trattazioni troppo generiche: se non sappiamo abbastanza su un argomento meglio non scriverne affatto o aspettare di saperne di più.

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