Come fare titoli efficaci: 4 consigli - Blog di web marketing e social media marketing di Communication Village

Come fare titoli efficaci: 4 consigli Piccola guida alla scrittura di titoli che attirino l’attenzione dei nostri lettori

Come scrivere titoli efficaci

Sapere fare titoli efficaci che attirino click e traffico al nostro sito è una dote essenziale, ma spesso sottovalutata da molti. La maggior parte delle volte, infatti, preferiamo impiegare le nostre strategie nella ricerca delle parole chiave, alla quale segue la progettazione del piano editoriale; a questo punto siamo così tesi al raggiungimento degli obiettivi che abbiamo fissato e a curare la concentrazione delle parole chiave lungo tutto l’articolo da non dedicare abbastanza tempo al titolo. Non potremmo commettere errore peggiore: scrivere titoli efficaci e in grado di attirare l’attenzione dei nostri lettori è vitale. Devono contenere le parole chiave inserite nel corpo del testo, devono essere chiari e soprattutto convincere chi vi si imbatte a proseguire nella lettura.

Il titolo è come se fosse il nostro biglietto da visita e una scarsa cura di questo aspetto può vanificare l’intero lavoro: possiamo anche avere scritto l’articolo più interessante che si sia mai visto sul web, ma se sbaglieremo nella scelta del titolo rischieremo di risultare invisibili. Vediamo insieme qual è la formula vincente per scrivere titoli efficaci e portare così traffico al nostro sito.

 

1. Titoli con numeri

I numeri sul web funzionano sempre e inserirli nel nostro titolo è una mossa vincente. Aiuterà noi a restare focalizzati sul tema da trattare e forniremo al lettore una serie di punti sui quali concentrarsi poco per volta. Questa divisione in numeri perché sia davvero efficace, infatti, va inserita anche all’interno dell’articolo.

 

2. “Come…”, “Cosa…”, “Dove…”, “Perché…” e “Quando…”

Per consacrarci nel ruolo di esperti e punti di riferimento per i nostri lettori può essere una buona tattica scrivere delle guide. Dedicarsi alla trattazione generale di taluni aspetti non è un errore (ad es. “Guida a [nostro topic]), ma non possiamo limitarci a questo: per variare e dimostrare che abbiamo le competenze anche per entrare nel merito delle questioni, meglio dedicare una serie di articoli alla trattazione di aspetti specifici della materia. In questo modo saremo sicuri di attirare il pubblico davvero interessato con la massima precisione.

 

3. Proibizioni e formule negative

“Gli errori più comuni….”, “Cosa non fare per non….”, “Stiamo sabotando il nostro blog?”, sono tutte formule che giocano su molle psicologiche. Il fine che vogliamo raggiungere con questo tipo di titoli è spingere il lettore a reagire e a interrogarsi se si trova in uno dei casi descritti nel nostro articolo. Presentati in questo modo, poi, i nostri articoli potrebbero risultare interessanti anche per altri esperti del settore che potrebbero dire la loro e quindi generare un dibattito e la nascita di collaborazioni.

 

4. Titoli controversi e provocatori

Via libera a titoli che suscitino sorpresa e generino dibattito, ma vale sempre la regola del buon gusto: dobbiamo evitare di offendere i nostri lettori e ricordarci che il dibattito non deve mai sfociare nello scontro.

 

Queste sono alcune delle formule per scrivere titoli efficaci, ma bisogna stare molto attenti a non strafare. La tentazione di creare un titolo capace di catturare grande interesse senza però avere stretta corrispondenza con i contenuti trattati nel pezzo è molto frequente. In questo caso si commette un errore piuttosto grave, perché il lettore effettivamente può cliccare sul titolo per aprire la pagina corrispondente all’articolo, ma se poi da subito avverte che il contenuto non è quello che si aspettava chiuderà subito la pagina, con il risultato di registrare una permanenza sulla pagina stessa molto bassa. Alcuni social – tra cui Facebook – sono in grado di rilevare quanto tempo un utente ha impiegato per leggere il pezzo e se questo valore è troppo basso immediatamente l’algoritmo classificherà l’articolo come inconsistente, con l’effetto che riceverà meno visibilità, vanificando il nostro sforzo di conquistare l’attenzione con un bel titolo efficace.

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