5 errori di direct email marketing da evitare assolutamente - Blog di web marketing e social media marketing di Communication Village

5 errori di direct email marketing da evitare assolutamente Cosa fare e quali errori è meglio evitare quando pianifichiamo una campagna di direct email marketing.

Errori nel direct email marketing

L’email marketing è probabilmente la forma di digital marketing più antica; probabilmente è per questo che molti iniziano a mettere in discussione la sua efficacia. Ma non c’è niente di più sbagliato: le email restano uno strumento molto potente per entrare in contatto diretto con i nostri clienti, basta non commettere errori. Il problema più grosso è rappresentato da chi soprattutto nel passato ha abusato del mezzo: oggi tra spamming e tentativi di phishing gli utenti sono molto più attenti di prima e se non si sta attenti si rischia di compromettere a monte gli esiti del Direct Email Marketing. Ecco allora cosa non si deve mai fare se si vuole massimizzare l’efficacia di una campagna di mailing.

 

1. Le email arrivano troppo spesso o troppo raramente

Purtroppo è impossibile indicare con esattezza quale sia la frequenza più adatta e raccomandabile: dipende da chi vogliamo raggiungere e dal tipo di messaggio e azioni che vogliamo innescare. Una soluzione a questo dilemma potrebbe essere permettere a chi si iscrive di scegliere tra alcune opzioni, in modo che la frequenza dipenda da una sua scelta.

 

2. Oggetto e Mittente poco accurati

Oggetto e Mittente sono il nostro biglietto da visita. Evitiamo indirizzi che non possano ricevere messaggi a loro volta: le persone vogliono parlare con altre persone e poco apprezzano che a gestire le comunicazioni sia uno strumento automatico e unilaterale. Per quanto riguarda l’oggetto, poi, la questione è ancora più decisiva: a frasi generiche come “Newsletter del mercoledì” preferiamo parole che destino curiosità e informino sul contenuto (“Facebook Marketing: 5 cose che avete sempre fatto nel modo sbagliato”). Mai prendere in considerazione, però, frasi che possano far suonare un campanello d’allarme come “Ecco il segreto che nessuno vi ha mai detto”: rischieremmo non solo che le nostre email vengano ignorate, ma l’utente potrebbe contrassegnarle come spam senza nemmeno aprirle.

 

3. Troppe immagini o nessuna

Abbiamo capito che nel direct email marketing come in altre strategie a farla da padrone sono il senso della misura e azioni ben calibrate. Un’email piena di contenuti visuali o, peggio, che sia essa stessa un’immagine è una pessima idea: il lettore potrebbe sentirsi confuso e infastidito senza contare che la maggior parte delle email oggi vengono lette da dispositivi mobile e la presenza di immagini ne rallenterebbe l’apertura vanificando qualsiasi strategia.

 

4. Messaggio poco chiaro e difficoltà a disiscriversi

Perché il rapporto con i nostri clienti sia proficuo e duraturo deve basarsi sulla chiarezza e sulla trasparenza. Un messaggio ambiguo e call to action molteplici e confusionarie non sono la strategia corretta; se abbiamo molto da offrire o chiedere al nostro lettore, meglio dividere il nostro messaggio in più di un’email. Attenzione, poi, a personalizzare il più possibile le nostre email a seconda dell’utenza. Se nonostante i nostri sforzi di regalare all’utente una user experience di qualità, il lettore volesse disiscriversi dalla nostra newsletter nascondere il link di disiscrizione non servirà a nulla. Stesso discorso se indichiamo chiaramente il link e poi rendiamo il percorso troppo lungo e farraginoso. L’unico risultato che otterremo sarà essere contrassegnati come spam.

5. L’email è troppo lunga e priva di link a una landing page dedicata

Nell’email marketing, come in altri campi del marketing digitale vale sempre la regola del KISS (Keep It Short and Simple): online gli utenti decidono in pochi secondi se un contenuto è degno della loro attenzione o meno. Per questo una volta conquistati sarebbe un peccato rovinare tutto con uno degli errori più diffusi: inserire un link all’home page del nostro sito. Se l’intero messaggio era volto a vendere un prodotto, meglio spingere il nostro lettore verso una pagina che gli consenta di saperne di più, meglio ancora se creata ad hoc e coerente con l’email anche per quanto riguarda la grafica. Compromettere una campagna di direct email marketing solo perché si porta l’utente sulla pagina sbagliata è davvero l’errore più imperdonabile!

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